Quella appena conclusa è stata impegnativa, ma densa di soddisfazioni. Due produzioni per la Compagnia dei Saltapasti: il ritorno in scena del Canto di Natale che ha portato a teatro quasi 1000 spettatori, e il debutto de “i vestiti nuovi dell’Imperatore”, che riproporremo a fine anno come spettacolo per famiglie.

I nostri allievi del primo anno, “i Palcoscenico”, hanno concluso i loro percorso con il saggio “baruffe barocche”. Li aspettiamo a ottobre per ricominciare il cammino. E continueranno con noi anche gli allievi del laboratorio “Sipario”, dopo il biennio di formazione, con l’ottimo proposito di crescere ancora. E infine, gli ex allievi “Chi è di scena?” che dalla prossima stagione prenderanno il nome di “Quintastorta” e diventeranno a tutti gli effetti una compagnia teatrale, strettamente legata ai Saltapasti per collaborazioni, spettacoli e rassegne.

La prossima, stagione, dunque. Non così vicina, ma per noi vicinissima.

“I vestiti nuovi dell’Imperatore” tornerà in scena nel periodo natalizio. Tre, quattro date in corso di definizione. Già sicuro l’appuntamento del 26 dicembre al Teatro Monterosa. Ormai un appuntamento abituale.

Nella primavera del 2017 debutteremo con la nuova produzione: “la guerra di Troia non si farà”. Scritta nel 1935 da Jean Giraudoux (diplomatico di carriera, reduce della I guerra mondiale), rivisita il mito della Guerra di Troia in una chiave disillusa ed ironica, mettendo in luce le meschinità umane e i conflitti di interessi che si nascondono dietro le dichiarazioni ufficiali ed il gioco della “guerra come sola igiene del mondo”. L’opera non allude solo a un momento chiave della storia: stabilisce un parallelo col passato e l’età del mito, ma anche con il nostro presente, dove le parole pace, guerra, fanatismo appaiono fin troppo spesso sulle pagine dei giornali. L’antitesi fra i sostenitori della guerra generatrice di coraggio e di illusioni epiche, e sostenitori della pace, delle virtù civili e dell’amore familiare viene sostenuta con una molteplicità di sfumature che vanno dal drammatico, al paradossale, al satirico. Nello scegliere questo testo, non siamo rimasti indifferenti nel leggere lo slancio sentimentale, il generoso sforzo di coloro che cercano di salvare la pace a tutti i costi: un messaggio che speriamo di riuscire a trasmettere ai nostri spettatori del prossimo anno. Vi aspettiamo, come sempre, sotto al palcoscenico!