E’ una commedia di Maurice Hennequin, autore sagace, tendeva al buonumore, conseguita attraverso una comicità semplice basandosi più sulle situazioni che sulle battute quella proposta dalla compagnia I Saltapasti, al teatro S. Paolo di Cascine Vica (Torino).

Come in tutte le famiglie ci sono dei genitori, i Dupont (Mauro Maltoni e Patrizia Schneeberger) desiderosi di avere non uno, bensì tre nipotini. Insieme alle altre due figlie (Amanda Martinelli e la piccola ma promettente Alice Driusso), il rispettivo fidanzato (Daniele Peluso).  A seguire, il padrino della sposa interpretato degnamente da Luca Buggio, tutti apprensivi nel conoscere i risultati del viaggio di nozze dell’amata figliola (Corinna Aceto). Purtroppo le cose non sono andate come dovevano poiché il “matrimonio non è stato consumato” a causa dello sposo (Alessandro Marino), giacchè la partecipazione amorosa è stata interrotta da un doganiere con la frase:  ”Niente da dichiarare?”

Da qui il titolo della commedia, il triste episodio è diventato per lo sposo un’ossessione causandogli un trauma a ogni inizio di rapporto. Come se non bastasse, s’intrufola anche uno spasimante (Alessio Bosca), sperando di riprendere il posto dello sposo. Da qui si svolge l’intera commedia.

Gli attori della compagnia pur essendo amatoriali dimostrano di saper fare del teatro.

Il carosello non termina anzi prosegue, infatti, troviamo ancora gli attori: Osvaldo Stellato un mercante di cammelli, il pittore in disgrazia impersonato da un valente Antonello Panero, molto meno come pittore. Zezè, la disinvolta e simpatica Sara Alessandra Sottile, nei panni (si fa per dire) di una cocotte, la brava cameriera di casa Dupont con il suo accento teutonico ricco di aforismi, ricercati e adattati al testo originale con grande perizia dal regista, la desiderosa Nausicaa Golotta.

La commedia per la sua comicità, e il lavoro svolto dalla compagnia I Saltapasti, hanno soddisfatto la presenza del pubblico.

recensione di niente da dichiarare