Lo spettacolo ricostruisce, attraverso la drammatizzazione dei dialoghi di Platone “Apologia di Socrate” e “Critone”, il processo per empietà intentato nel 399 a.C. al grande filosofo ateniese, condannato ingiustamente alla pena capitale. E’ l’epilogo di una vita piena, illuminata da valori profondi e da grande rettitudine che rappresentano i punti più alti del suo insegnamento.
« …dall’antichità ci è pervenuto un quadro della figura di Socrate così complesso e carico di allusioni che ogni epoca della storia umana vi ha trovato qualche cosa che le apparteneva. Già i primi scrittori cristiani videro in Socrate uno dei massimi esponenti di quella tradizione filosofica che, pur ignorando il messaggio evangelico, più si era avvicinata ad alcune verità del Cristianesimo. L’Umanesimo e il Rinascimento videro in Socrate uno dei modelli più alti dell’umanità ideale che era stata riscoperta nel mondo antico. Erasmo da Rotterdam, profondo conoscitore dei testi platonici era solito dire: «Santo Socrate, prega per noi». Anche l’età dell’Illuminismo ha visto in Socrate un suo precursore: in quel periodo egli rappresentò l’eroe della tolleranza e della libertà di pensiero. Ogni epoca ha dunque ricostruito una propria immagine di Socrate, ma ha anche insistito sulla complessità che caratterizza la sua figura…. » (Gabriele Giannantoni).
Socrate è un uomo libero e rispettoso della libertà, ma anche delle regole. Logico e appassionato della logica, meticoloso, saggio. Un uomo senza paura della morte, perché lui “sa di non sapere” cosa ci sia dopo, un uomo curioso della vita che esplora in ogni suo aspetto. Un uomo il cui insegnamento ha attraversato i secoli e di cui ci sarebbe bisogno anche oggi. Un rivoluzionario che usa la logica al posto delle armi, ma non per questo meno pericoloso per gli ateniesi che dormono il sonno tranquillo dei loro pregiudizi e delle loro certezze. Durante il processo Socrate non combatte, non si difende, ma collabora per trovare la sua colpa e la giusta punizione. E dopo il processo, mentre attende la morte, difende la sua scelta con lucidità di fronte al suo allievo e amico Critone. Ancora oggi c’è da restare ammirati per la straordinaria umanità, il rigore, il rispetto per le leggi di un genio del pensiero umano.
Questo allestimento si svolge su due atti e con la partecipazione di cinque attori. Oltre a Socrate e a Critone, sono presenti tre figure femminili nel ruolo di figure simboliche e sovrannaturali, che simboleggiano le Leggi, i Giudici che le applicano, e le Parche che intrecciano la vita di Socrate, di Critone e del pubblico stesso, rappresentante di quell’umanità che ha ricevuto il messaggio del grande filosofo, attraverso i secoli e grazie alla testimonianza dei suoi allievi.