Monsieur Beniamino Dupont, rispettabile magistrato della Nona Sezione del tribunale di Parigi, e sua moglie Adelaide
non stanno più nella pelle: la loro primogenita Paulette sta per fare ritorno dal viaggio di nozze.
I due suoceri sono ansiosi di sapere come sono andati i primi giorni di matrimonio, e in particolare se Paulette, educata dalle suore e ingenua fino all’inverosimile, ha conosciuto le gioie coniugali. Adelaide non vede l’ora di avere tre nipotini, di cui ha già deciso i nomi e perfino la professione: uno sarà visconte, l’altro cavaliere e il terzo vescovo!
Figurarsi la loro sorpresa quando, al ritorno dal viaggio di nozze, il marito di Paulette, conte Roberto de Trivelin, confessa che non ha potuto diventare “marito di sua moglie” a causa dell’imprevisto e inopportuno intervento… di un doganiere!
Da questo momento in poi si scatena una girandola di equivoci, situazioni imbarazzanti nel segno di quella frase, “niente da dichiarare?” che ha avuto il potere di spegnere gli ardori del povero Trivelin.

Questo allestimento si svolge su tre atti e con la partecipazione di ben quattordici attori. Il primo e terzo atto sono ambientati nella rispettabile casa del giudice Dupont, il secondo in quella molto meno rispettabile della cocotte Zezé, che concede i suoi favori in cambio di quadri dipinti da un pittore al suo servizio.
Si tratta di un testo godibile e divertente per tutta la famiglia, dal momento che anche il tema “piccante” viene affrontato con il linguaggio e il buon gusto di inizio Novecento, e i pur evidenti doppi sensi non possono che far sorridere, quando vengono pronunciate frasi come “oggi mi punge vaghezza”, “ricaddi dall’alto della mia esaltazione” o “mi restituì l’orgoglio di essere uomo”.

“Niente da dichiarare?” ha debuttato nell’estate 2011 all’interno della rassegna “cortile di sera… di nuovo com’era” organizzata dagli Artisti Associati Paolo Trenta.