Di Luca Buggio

 

Il conte Guiscardo di Valfenera sarebbe una persona felice: è ricco, nobile, proprietario di una rinomata scuderia di cavalli da corsa. Quando il cameriere Arsenio gli parla di un certo barone di Perpignac, disposto a un matrimonio combinato, Guiscardo è sicuro di aver trovato un marito per la sua incontentabile sorella, e che importanza ha se il barone “è un po’ eccentrico”, come si sussurra in giro! Invece ci sono due baroni di Perpignac, i fratelli Ruggero e Bernardo, furbo e spregiudicato il primo, gentile e maldestro il secondo. L’ovvia spirale di equivoci porterà innamoramenti, litigi, scambi di persona… e perfino un duello. La vicenda condurrà a un finale lieto, ma non certo a prova di equivoci.

“Lucciole per Lanterne” è un testo originale che si ispira alla commedia dell’arte, ma anche al teatro classico che fa delle situazioni ambigue e degli scambi di persona i suoi cavalli di battaglia. Ed è proprio l’equivoco il protagonista di questa commedia, che gioca e confonde, divide e unisce.