“La guerra di Troia non si farà, Cassandra. Quando giungeranno gli inviati dei Greci li riceveremo come si deve. Metteremo la loro adorata Elena in un bel pacchetto, e gliela restituiremo.”

“La guerra si farà, Andromaca. Riceveremo gli ambasciatori tra offese e ingiurie, non restituiremo Elena e la guerra di Troia si farà”.

LA GUERRA DI TROIA NON SI FARA’Commedia in due atti tratta da “La guerre de Troie n’aura pas lieu” di Jean Giraudoux

Capolavoro del drammaturgo francese Jean Giraudoux (1882 – 1994), “la guerra di Troia non si farà” allude a un momento cruciale della storia d’Europa. Diplomatico di carriera, ferito due volte durante la I guerra mondiale, Giraudoux visse un’epoca che vide l’istituzione della Società delle Nazioni, ma anche l’affermarsi del fascismo e del nazismo.
Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1935, l’opera rivisita il mito della Guerra di Troia mettendo in luce le meschinità umane e i conflitti di interessi che si nascondono dietro le dichiarazioni ufficiali e le cosiddette “ragioni di stato”. Motore essenziale dell’opera sono i dialoghi tra i personaggi, sullo sfondo di una città minacciata da una guerra imminente, scaturita da un futile pretesto come il rapimento di una donna. “La guerra di Troia non si farà” presenta il contrasto antitetico fra fautori della guerra vista come portatrice di coraggio e di illusioni epiche, e sostenitori della pace attraverso l’idealizzazione delle migliori virtù del genere umano.

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