Scritta dal maestro dello humor anglosassone Alan    Aykbourn, “Bedroom Farce” è uno dei più celebri testi dello scrittore, attore e regista, nonché direttore artistico del Stephen Joseph Theatre di Scarborough.
Rappresentata per la prima volta al National Theatre di Londra nel 1977 e portata in Italia nel 1986, la commedia porta in scena le nevrosi di quattro coppie moderne, raccontate nell’intimità delle loro case. Lo spettacolo offre uno spaccato di vita quotidiana movimentato da una folle notte di incidenti e litigi: un’amara farsa sulla precarietà dei rapporti umani, la difficoltà di dialogo tra genitori e figli, le nevrosi e le gioie dei rapporti coniugali, la sessualità irrisolta o vissuta come tabù. I letti in scena sono tre, con altrettante coppie che tentano di richiudersi nella più intima tra le stanze (la camera da letto appunto), dominate dal pudico desiderio di andare a dormire. Ma ahimè… ciò non avviene a causa della quarta coppia, che si inserisce nell’incastro mandando in frantumi i nervi delle altre.
La commedia racconta dei coniugi Delia ed Ernest, che festeggiano ogni anno l’anniversario di matrimonio recandosi al solito ristorante che li fa mangiar male e li rapina sul conto; di Nick, infortunato e costretto (letteralmente) in un letto di dolore, e della sua consorte, Jan, esasperata dall’amore presente e proiettata verso la nostalgia di quello passato; dei due impiastri Malcom e Kate, che decidono di inaugurare il loro nido d’amore con una festa destinata ad andare irrimediabilmente a rotoli. E di Trevor e Susannah, tormentati dalle proprie nevrotiche elucubrazioni, che si trascinano da una stanza all’altra portando con sé la crisi e l’instabilità, senza accorgersi (né preoccuparsi) di mettere a nudo i già precari equilibri della vita familiare altrui. Come spesso accade nelle commedie di Ayckbourn, anche “Camere da Letto” usa il palcoscenico “ a schiera”, presentando contemporaneamente tre ambienti diversi. I dialoghi e le scene si spostano da una stanza all’altra per “misurare la temperatura” delle coppie in scena.