canto di nataleUn classico natalizio divenuto patrimonio dell’Umanità intera.L’opera forse più famosa di è stata riletta e reinterpretata in molte versioni, da quella di Walt Disney (che scolpì sulle fattezze di Ebenezer Scrooge il suo Scrooge McDuck, noto in Italia come    Paperon    De Paperoni), a quelle di Patrick Stewart e Jim Carey,    protagonisti    sul grande schermo nel 1997 e nel 2009, a conferma di un fascino, quello della fiaba dickensiana, senza tempo.

La vicenda è il “racconto fantastico sulla conversione dell’arido e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spettri preceduti da un’ammonizione del defunto amico e collega Marley. Il Canto unisce al gusto del racconto gotico l’impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, attaccando l’analfabetismo: problemi esasperati apparentemente proprio dalla Poverty Law (…), comodo tappabuchi tanto inefficace quanto dannoso ideato dalle classi abbienti. Il romanzo è uno degli esempi di critica di Dickens della società ed è anche una delle più famose e commoventi storie sul Natale nel mondo” (Wikipedia books).
La Compagnia dei Saltapasti propone questo testo in una riscrittura originale di Luca Buggio, il quale ne ha curato copioni e regia. Lo spettacolo, che ha debuttato il 17 dicembre 1999 al teatro Don Bosco di Rivoli in una produzione finanziata dall’Associazione Italiana Celiachia, è stato interamente riveduto, ritornando in scena in rinnovate vesti, il 19 dicembre 2008, riscuotendo successo di pubblico ed una certa eco sulla stampa locale e nella “blogosfera” cittadina. In particolare ha riscosso consensi la scelta registica di impiegare le “giovani leve” della compagnia, che hanno dato prove convincenti ed appassionate. Lo spettacolo è stato replicato nel periodo natalizio del 2008, 2009 e 2010, con nove repliche che hanno richiamato oltre 1200 spettatori.
L’allestimento si avvale, accanto alle scenografie consuete, di tecniche scenografiche non architettoniche, in particolare di scene “virtuali” ottenute proiettando immagini e dipinti d’epoca, per creare l’illusione di sfondati complessi.